I segreti dei nodi di Hartmann: come influenzano la nostra vita e l’ambiente in cui viviamo

nodi di Hartmann, una teoria introdotta dal medico tedesco Ernst Hartmann[1] negli anni ’50, sono una parte integrante e non irrilevante delle discussioni sulle energie sottili e l’influenza che possono avere sul nostro ambiente e sulla nostra salute. Questi nodi, che prendono il nome dal loro scopritore, sono considerati importanti nell’ambito della geobiologia, una disciplina che studia le interazioni tra l’ambiente terrestre e gli esseri viventi (in particolare sulla loro salute ed il loro benessere). Le ricerche che Ernst Hartman pubblicò negli anni ’50, infatti, furono pionieristiche nel campo della geobiologia e aprirono la strada a ulteriori studi sulle influenze ambientali sulla salute.

Cosa sono esattamente i nodi di Hartmann? 

Essi sono il risultato dell’intersezione di linee geopatiche, reticoli energetici invisibili, posti a forma di griglia sulla superficie della Terra a formare una rete conosciuta come rete di Hartman.  Questi reticoli sono formati da linee energetiche, orientate principalmente in direzione nord-sud e est-ovest, con una distanza approssimativa tra di loro di 2 metri (la larghezza delle linee è solitamente di circa 21 centimetri) e si pensa che influenzino negativamente la salute delle persone e degli animali che passano molto tempo sopra di esse. I punti in cui queste linee si incrociano, formando i nodi, sono considerati particolarmente nocivi.

Nonostante l’interesse che i nodi di Hartman hanno suscitato, la comunità scientifica rimane scettica riguardo alla loro esistenza, poiché non ci sono prove concrete o misurazioni fisiche che ne attestino la presenza. Tuttavia, alcuni studiosi e ricercatori credono che questi nodi esistano e che siano influenzati da fenomeni naturali come la radiazione cosmica, il campo geomagnetico della Terra e altre forze sottili presenti nell’ambiente. Con queste premesse, gli stessi sostengono che queste linee e nodi possono influenzare il benessere fisico e mentale delle persone esposte a esse per lunghi periodi di tempo, causando disturbi del sonno, mal di testa, stanchezza cronica e altre malattie.

Da quanto appena detto, si comprende facilmente che, per chi crede nella loro influenza, i nodi di Hartman assumono un’importanza notevole nell’ambito dell’arredamento e della disposizione dei mobili in casa: se la teoria, infatti, sostiene che dormire o trascorrere molto tempo in un punto dove si incrociano le linee di Hartman può avere effetti negativi sulla salute, il consiglio generale che ne discende è quello di evitare di posizionare letti o postazioni di lavoro in corrispondenza di questi nodi, per ridurre l’esposizione alle loro presunte radiazioni nocive.

Esistono vari metodi per individuare la presenza dei nodi di Hartmann all’interno di un ambiente domestico. Alcune persone utilizzano pendoli, aste di rilevamento geobiologico o altre tecniche sensitive. Tuttavia, queste metodologie possono essere considerate più soggettive e dipendenti dall’interpretazione individuale. L’individuazione “scientifica” dei nodi di Hartman è solitamente affidata a professionisti del settore geobiologico, che utilizzano strumenti come l’antenna di Lecher[2] o la radiestesia con bacchette o pendolini per mappare le energie ambientali. Come già accennato, tuttavia, non esistono metodi scientificamente validati accessibili al grande pubblico per localizzare queste linee.

Per coloro che, affidandosi a qualcuno che dichiara di essere in grado di identificare la posizione dei nodi all’interno dell’abitazione, il consiglio è quello, in fase di pianificazione dei mobili in casa, di evitare di posizionarli direttamente sopra i nodi di Hartmann. È preferibile creare una sorta di “zona neutra” intorno a questi punti energetici, dove le persone possono riposare e trascorrere del tempo senza essere direttamente esposte alla loro influenza.

Per chi desidera prendere precauzioni, senza necessariamente ricorrere a professionisti, alcuni consigli pratici includono di:

– evitare di posizionare il letto o la scrivania in posizioni fisse, variandone periodicamente la disposizione.

– utilizzare piante e materiali naturali che secondo alcune teorie possono aiutare a mitigare le influenze negative delle radiazioni geopatiche.

– garantire una buona ventilazione e illuminazione naturale negli ambienti, migliorando così l’energia complessiva della casa.

I nodi di Hartman rimangono un argomento di grande fascino per molti, al confine tra scienza e mistero. Sebbene la loro esistenza non sia universalmente riconosciuta e la scienza moderna non supporti completamente le teorie sui nodi, l’approccio precauzionale nella disposizione degli ambienti domestici può essere considerato un esercizio di benessere abitativo indipendentemente dalla credenza nelle teorie geobiologiche. La disposizione consapevole dei mobili può essere un modo per ottimizzare il benessere generale e la qualità della vita all’interno della propria casa (il luogo dove trascorriamo gran parte della nostra vita) e ogni sforzo volto a migliorare il suo comfort e la nostra salute merita attenzione.


[1] Hartmann studiò medicina alle Università di Mannheim e di Jena. Arruolato nel personale medico nell’esercito tedesco durante la seconda guerra mondiale fu fatto prigioniero dagli americani. Dopo il suo ritorno dalla prigionia aprì un centro medico ad Eberbach sul fiume Neckar, dove lavorò per più di 40 anni.

Oltre alla sua attività di medico Ernst Hartmann, nel 1948, insieme al fratello Robert, iniziò a dedicarsi alla geobiologia e alla radiestesia, occupandosi anche di medicina omeopatica, e più tardi di biologia. Fondando un gruppo di ricerca in geobiologia (Dr. Hartmann EV).

[2] L’antenna Lecher è lo strumento fondamentale attraverso cui è possibile misurare la qualità energetica dei luoghi e delle abitazioni. È una antenna manuale di tipo biofisico o radiestesico molto perfezionata, che consente di selezionare perfettamente la lunghezza d’onda del segnale elettromagnetico nel campo delle microonde e di misurare l’intensità sulle due polarità magnetiche distinte.

L’antenna fu elaborata dal fisico tedesco R. Schneider negli anni ’60 sulla base delle scoperte dell’ingegnere austriaco E. Lecher, e funziona un po’ come un selettore televisivo che, tramite un cursore, consente di sintonizzarsi perfettamente sulla stazione emettitrice, ricevendo così una immagine chiara e determinata. Attraverso l’uso di questo strumento, da lui perfezionato e perfettamente tarato, Walter Kunnen è riuscito negli anni ad indagare in maniera approfondita sulle tematiche della bioenergetica collegate anche alla geobiologia e geopatologia.

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