
Articolo scritto da Fausta Olivieri
Presidente “APS ADHARANARE’”
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Nella vita bisogna imparare ad “occuparsi” e non a “preoccuparsi”! Nel corso delle mie lezioni e la mia vita professionale è una frase che ripeto spesso.
Nella frenetica società moderna, infatti, l’arte di “occuparsi” delle persone sta lentamente lasciando il posto a un atteggiamento di preoccupazione che, sebbene possa sembrare superficiale e benevolo, spesso risulta meno efficace e talvolta addirittura controproducente. Se la tendenza contraria si manifesta largamente in vari ambiti della vita quotidiana, essa assume particolare rilevanza nel settore olistico: un settore dove professionisti come i massaggiatori sono chiamati a stabilire un contatto profondo e significativo con chi si affida alle loro cure.
La distinzione tra “preoccuparsi” e “occuparsi”

Nell’esplorare il profondo significato dei termini “occuparsi” e “preoccuparsi”, ci imbattiamo in una dicotomia che permea ogni aspetto e attività della vita, inclusa l’arte del massaggio. Questi concetti non sono solo parole; rappresentano due modi radicalmente diversi di relazionarsi con il tempo che verrà. Entrambi si riferiscono ad un futuro, ma mentre l’occuparsi valuta l’esperienza passata, il preoccuparsi affida tutto alle credenze BIAS e ai luoghi comuni.
Preoccuparsi: l’anticipazione della sofferenza
Il preoccuparsi ha a che fare con l’emotività, l’impulsività, la preoccupazione; si fonda su intuizioni, fantasie e pregiudizi e spesso si traduce in un atteggiamento di ansia, di timore verso futuri incerti o immaginati, che non porta a un’azione concreta, ma rimane in superficie. Si manifesta con pensieri costanti sul “cosa potrebbe andare storto”, senza però indurre ad intraprendere passi attivi per migliorare la situazione.

È una proiezione nel futuro che nasce da insicurezze, paure e dubbi, spesso senza una base concreta o una soluzione immediata. Preoccuparsi è un’occupazione mentale che drena energia e attenzione dal presente, intrappolando l’individuo in scenari ipotetici negativi. Questo stato d’animo ha poco a che fare con l’azione effettiva e tende a paralizzare piuttosto che a promuovere un intervento costruttivo.
Nel contesto del massaggio olistico, preoccuparsi potrebbe manifestarsi come timore di non essere all’altezza delle aspettative del cliente, di commettere errori, o di non riuscire a fornire sollievo. Questa ansia anticipatoria può compromettere la qualità del massaggio, poiché il massaggiatore potrebbe perdere la connessione profonda con il momento presente e con il ricevente, essenziale per un trattamento efficace e trasformativo.
L’”occuparsi” nell’arte del massaggio

“Occuparsi”, al contrario, implica un’azione intenzionale, un coinvolgimento attivo e consapevole in una determinata attività o situazione. Questo termine suggerisce una presenza mentale nel momento presente, ha a che fare con la ragione, con un impegno diretto che nasce da una scelta consapevole; si basa su informazioni reali e progetti, e implica un’azione proattiva nel prendersi cura della persona; questo tipo di approccio mira alla comprensione e al supporto attivo, con un obiettivo formato da sotto obiettivi.
Occuparsi è, quindi, un modo proattivo di vivere, che mette l’individuo in una posizione di potere rispetto alle proprie azioni e decisioni. In termini di tempo, occuparsi è radicato nel presente con uno sguardo al futuro come a un terreno su cui le azioni attuali avranno impatto.
Per un massaggiatore, ciò significa ascoltare attentamente, stabilire un contatto empatico, e applicare le proprie competenze per alleviare il disagio fisico o emotivo del ricevente. Adottare un approccio basato sull’”occuparsi” nell’arte del massaggio significa sviluppare una pratica orientata al benessere del ricevente, centrata sulla presenza con ogni tocco, sull’ascolto e sull’empatia. Il massaggiatore olistico che si occupa attivamente del proprio lavoro si concentra sulle tecniche più adatte alle necessità immediate del ricevente, rimanendo aperto e reattivo ai feedback sensoriali. Occuparsi richiede una comprensione profonda delle tecniche di massaggio e della loro applicazione, ma anche un’apertura emotiva e una connessione empatica, elementi che trascendono la mera esecuzione tecnica.
L’occuparsi, inoltre, permette al massaggiatore di crescere professionalmente e personalmente, esplorando nuove tecniche, apprendendo dai propri errori e costruendo relazioni più profonde con i clienti. Questo approccio trasforma la pratica del massaggio in un percorso di scoperta continua, dove ogni sessione è un’opportunità per applicare la conoscenza in modo consapevole e intenzionale.
Conclusione
In conclusione, in un mondo che si muove velocemente e dove le preoccupazioni possono facilmente sopraffare, occuparsi piuttosto che preoccuparsi offre una potente cornice attraverso cui vivere ogni aspetto della vita, compresa l’arte del massaggio. Questa filosofia invita a un’esistenza più ricca e appagante, dove l’azione consapevole sostituisce l’ansia anticipatoria. Per il massaggiatore, significa abbracciare pienamente il momento presente, dedicando energia e attenzione al benessere del ricevente e alla propria crescita professionale. Tra i benefici conseguenti troviamo una migliore gestione dello stress, sia per il massaggiatore che per il cliente, e una maggiore efficacia del trattamento.

In definitiva, occuparsi è un invito a vivere con intenzione, presenza e apertura, valori che arricchiscono non solo la pratica del massaggio ma ogni aspetto dell’esistenza.








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