L’Acqua di San Giovanni: origini, preparazione e benefici

Chi non ha mai sentito almeno una volta parlare della miracolosa Acqua di San Giovanni? Questa fa parte di una tradizione antica tutta italiana e legata sia al nostro folclore sia alla spiritualità che caratterizza il nostro Paese.

Origini della Credenza             

La notte tra il 23 e il 24 giugno è nota come “la notte di San Giovanni” e da tempi immemorabili è ritenuta una notte piena di magia. Questa ricorrenza cade subito dopo il solstizio d’estate, quando il sole raggiunge l’apice del suo percorso apparente intorno alla terra, regalandoci il maggior numero di ore di luce giornaliera di tutto l’anno. Questo particolare “splendore” solare dona energia e vigore alla natura e a tutte le sue creature.  

San Giovanni Battista (regno di Erode, fine I secolo a.C. – Macheronte, circa 35 d.C.) era un asceta fondatore di una comunità battista, venerato da tutte le Chiese cristiane e presente anche nel Corano che, con il nome di Yahya, lo considera uno dei massimi profeti prima di Maometto.

La celebrazione in onore di San Giovanni è vista come l’inizio di una nuova stagione di magia, un momento di rinascita in cui è importante canalizzare le energie per evitare eventi avversi come malattie, siccità e tempeste, che potrebbero compromettere i raccolti. 

Legate a questa notte e al solstizio esistevano antichi rituali pagani, tradizioni che con l’avvento del Cristianesimo si sono integrate con la celebrazione del santo, mantenendo viva la pratica fino ai giorni nostri.

E qui le leggende sono molteplici e tutte affascinanti.

Una leggenda sostiene che il solstizio d’estate rappresenti un portale attraverso il quale gli dei facevano passare i neonati sotto forma di rugiada (da qui la convinzione delle particolari qualità e doti della rugiada durante questa notte, una rugiada definita “rugiada degli dei”). 

Secondo la leggenda, durante questa notte, il sole, simboleggiato dal fuoco, si unisce alla luna, rappresentata dall’acqua. Questa credenza ha dato origine ai riti dei falò e della rugiada, profondamente radicati nelle tradizioni contadine e popolari, che si svolgono durante la notte tra il 23 e il 24 giugno.

Un’altra leggenda narra che durante questa notte magica e ricca di forza, le streghe si riunissero attorno ad un antichissimo albero di noce, e con i frutti di questi alberi stregati, ancora verdi e madidi di rugiada preparassero il nocino, un liquore considerato terapeutico.

Ciò che accomuna ogni credenza, è la convinzione che durante questa notte le piante e i fiori vengono influenzati da una particolare forza e per sfruttarle al meglio si può preparare l’acqua di San Giovanni.

Come preparare l’Acqua di san Giovanni

Preparare l’Acqua di San Giovanni è un rito molto semplice, ma in qualche modo suggestivo e ricco di significato. 

La notte del 23 giugno, al tramonto, bisogna raccogliere una mesticanza di fiori ed erbe spontanee, preferibilmente freschi e non coltivati. Tra le piante più comunemente utilizzate troviamo:

– Iperico (Erba di San Giovanni): noto per le sue proprietà cicatrizzanti e antidepressive;

– Lavanda: con effetti calmanti e purificanti;

– Artemisia: chiamata anche assenzio volgare e considerata una pianta magica con poteri protettivi;

– Rosmarino: simbolo di forza e purificazione;

– Salvia: nota per le sue proprietà purificatrici;

– Finocchio selvatico: potente amuleto utile ad affinare l’occhio negli inganni;

– Avena: simbolo di abbondanza e che aiuta a fare la scelta giusta; 

ma anche ginestre, papaveri, camomilla, timo, basilico, caprifogli, sambuco, garofanetti, ranuncoli, trifoglio, mentuccia, malva, foglie di noce… e tutto ciò che è possibile reperire dove ci si trova.

Al tramonto, i fiori e le erbe raccolti vengono posti in una ciotola con acqua, lasciata all’aperto tutta la notte per essere “baciata” dalla rugiada e dall’energia della luna. Al mattino, l’acqua viene filtrata ed è pronta per l’uso.

Utilizzo e Benefici

La mattina del 24 l’Acqua di San Giovanni può essere utilizzata principalmente per il benessere personale e della casa con molteplici benefici:

– Purificazione: viene utilizzata per lavare il viso e le mani al mattino, come gesto di purificazione e per attrarre buona fortuna;

– Protezione: spruzzata agli angoli della casa o del giardino, si crede che protegga dalle negatività e dagli influssi malefici, scacci il malocchio e la malasorte;

– Salute e Bellezza: è usata come tonico naturale per la pelle, grazie alle proprietà benefiche delle erbe infuse nell’acqua;

– Rituale Spirituale: lavarsi con quest’acqua viene considerato un rito spirituale che connette con le energie positive della natura e del cosmo. 

In alcune tradizioni, l’Acqua di San Giovanni è anche impiegata per innaffiare le piante, ritenendo che possa favorirne la crescita e la salute.

Volendo si può anche raccogliere la rugiada magica che si forma durante la notte di San Giovanni e usarla al mattino per purificare viso e corpo: la credenza popolare vuole che tale rugiada sia utile per far ricrescere i capelli, favorisca la fecondità, curi la pelle ed allontani le malattie.

La rugiada si può raccogliere in diversi modi, volendo cisi può rotolare sull’erba bagnata alle prime luci dell’alba … ma di solito si usa raccoglierla trascinando una pezza di stoffa sull’erba che si impregnerà dell’acqua della notte.

Si può anche scavare una piccola buca in cui infilare un contenitore e ricoprirla come un telo impermeabile o un nylon con un foro in prossimità del contenitore, in modo che durante la notte la rugiada si posi sul telo e scivoli dentro il contenitore.

Altre tradizioni della notte di San Giovanni

Un’altra usanza della notte di San Giovanni è quella di accendere fuochi durante la notte quale rito propiziatorio e purificante, allo scopo di cacciare i demoni e le streghe e prevenire le malattie.

Le credenze popolari, infatti, affermano che danzando intorno al fuoco:

– si scaccino le streghe che volano nel cielo prima di andare al mitico noce di Benevento dove si tiene il loro convegno annuale;

–  si consolidino l’amicizia e la solidarietà attraverso la catena delle mani di chi danza in cerchio; 

– si diventi immuni dalle avversità saltando le braci avanti e indietro.

E poi si crede che coloro che saltano le braci del fuoco si sposeranno entro l’anno, mentre saltare in coppia favorisca la nascita di un bimbo. La cenere dei fuochi di San Giovanni, sparsa nei campi, si pensa che protegga i semi dai parassiti, mentre in un tizzone spento di questo fuoco magico protegga la casa dai ladri.

Credenza o verità

L’Acqua di San Giovanni è molto più di una semplice tradizione: è un modo per connettersi con la natura e le antiche pratiche dei nostri antenati. Rappresenta un momento di riflessione, purificazione e rinnovamento, offrendo benefici che vanno oltre il semplice uso pratico. Che tu sia credente o meno, preparare e utilizzare quest’acqua può essere un’esperienza arricchente, un rito che celebra la bellezza e il potere della natura.

Quindi: credenza popolare o segreto antico? Difficile dirlo… io nel dubbio stasera preparerò la mia ciotola d’acqua.

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