Il Malocchio: tra misteri, storia e antiche tradizioni

Il malocchio! Ah, quel misterioso potere che tutti noi almeno una volta abbiamo temuto o, per i più sfortunati, sperimentato sulla nostra pelle. Ma cos’è davvero questo temibile malocchio? E, soprattutto, come possiamo liberarci di lui? Preparatevi a un viaggio tra antiche credenze, rituali magici e un pizzico di ironia.

Quali sono le origini della parola “malocchio”?

Quando si parla di malocchio ci si riferisce ad una delle tradizioni popolari più radicate, ma qual è l’origine del termine? Partiamo dal principio. La parola “malocchio” è composta da due termini che non lasciano molto spazio all’immaginazione: “male” e “occhio”. Già, è proprio così semplice. Il malocchio sarebbe, letteralmente, uno “sguardo malevolo”. Ma non fermiamoci alla superficie: l’etimologia ci porta un po’ più indietro nel tempo, al latino “malum” (male) e “oculus” (occhio). In pratica, i nostri antenati latini avevano già capito tutto: un’occhiata storta e bam! Sei sfigato per una settimana. 

Quasi ogni cultura ha la sua versione di questa credenza. Gli antichi greci lo chiamavano “baskanos”, i romani ne avevano paura, e anche nelle tradizioni ebraiche e musulmane il malocchio faceva parte del loro arsenale di superstizioni (ancora oggi in Libano si crede che chi ha la (s)fortuna di avere gli occhi azzurri e gli incisi di grandi dimensioni ha la capacità di lanciare il malocchio).

Il Malocchio nelle varie lingue del mondo

Nonostante le variazioni nei rituali e nelle credenze specifiche, l’idea di fondo relativa al malocchio rimane sorprendentemente simile in tutte parti del mondo. Ciò che differisce è il nome che ogni cultura ha dato a questo fenomeno e i modi in cui ha cercato di combatterlo. Esploriamo insieme alcuni esempi significativi:

  • Italia: Malocchio, termine che, come già accennato, deriva dal latino “malus” (male) e “oculus” (occhio); 
  • Grecia: Mati (Μάτι), che significa “occhio”;
  • Turchia: Nazar, parola che si riferisce sia al malocchio stesso che all’amuleto usato per proteggersene, conosciuto come “nazar boncuğu”(amuleto, spesso blu e con la forma di un occhio);
  • Spagna e America Latina: mal de ojo, espressione che si traduce letteralmente come “male dell’occhio”; 
  • Portogallo e Brasile: Mau-olhado; 
  • Medio Oriente: Ayn al-Hasud (عين الحسود), che significa “occhio dell’invidia”;
  • India: Drishti, termine sanscrito che significa “sguardo”, o “Buri Nazar” in hindi e urdu, che si traduce come “cattivo sguardo”; 
  • Ebraico: Ayin Ha’ra (עין הרע), che si traduce come “occhio cattivo”;
  • Scozia e Irlanda (in genere nelle culture celtiche): the evil eye; 
  • Germania: Böser Blick, che significa “sguardo malvagio”;
  • Russia: сглаз (sglaz) che significa letteralmente “dall’occhio”;
  • In napoletano “Uocchie Sicche”, occhi secchi, con riferimento allo sguardo malvagio in grado di fare seccare le piante;
  • In dialetto cosentino: “picciu” (letteralmente “piccio”). “iettare piccio” (ovvero buttare il piccio) significa dunque augurare male a una persona.

I sintomi del malocchio

Quindi, che voi siate in Italia, in Grecia, o nel profondo del Medio Oriente, se qualcuno vi fissa troppo a lungo, dovreste iniziare a preoccuparvi. Magari non oggi, ma una volta questa era una preoccupazione reale! C’era chi attribuiva al malocchio la responsabilità di malattie improvvise, raccolti rovinati e perfino problemi amorosi. Insomma, un colpevole perfetto quando non sapevi con chi prendertela.

I sintomi del malocchio sono gli stessi in ogni area del mondo: la persona “con gli occhi addosso” prova un senso di malessere fisico e mentale, accompagnato da stanchezza e molto spesso mal di testa; si sente agitata, fa fatica ad addormentarsi e riposa piuttosto male, conseguenza che può poi essere causa di nausea e vomito.

I riti per eliminarlo: un po’ di magia quotidiana

Bene, ora che sappiamo cos’è il malocchio, passiamo alla parte più interessante: come sbarazzarsene. I rimedi contro il malocchio sono tra i più disparati e, ammettiamolo, alcuni sono talmente bizzarri che non puoi fare a meno di sorridere.

  • Il rito del piatto d’acqua e olio

Tra i rimedi più noti, soprattutto in Italia, c’è il rito del piatto d’acqua e olio. Questo metodo è usato per diagnosticare e, in molti casi, neutralizzare il malocchio.

Come funziona:

– prendete un piatto e riempitelo con acqua;

– associate il piatto alla persona verosimilmente colpita dal malocchio (con un rituale specifico che le figure più anziane di una località sicuramente conoscono);

– fate cadere alcune gocce d’olio nell’acqua. Se le gocce si allargano e si disperdono, malocchio confermato (a seconda della forma e aspetto delle gocce si può anche comprendere se a lanciare il malocchio sia stato un uomo, una donna o più di una persona).

– Per scacciarlo, una persona (spesso una figura anziana e “sapiente” della famiglia) recita delle preghiere specifiche mentre compie gesti con le mani sopra il piatto.

Le preghiere variano a seconda della regione e spesso sono trasmesse oralmente, quasi sempre in gran segreto. Dopo il rito, l’acqua viene gettata via, possibilmente in un luogo lontano dalla casa, per liberarsi definitivamente dell’energia negativa.

  • Il corno rosso e gli amuleti

Il corno rosso, noto anche come “corno napoletano”, è uno degli amuleti più iconici contro il malocchio. Questo piccolo talismano, generalmente realizzato in corallo, osso o plastica rossa, viene portato come collana, braccialetto o semplicemente mantenendo tenuto in tasca, ed è ritenuto un potente scudo contro le energie negative.

Come usarlo:

– Portate il corno rosso sempre con voi, assicurandovi che sia ben nascosto o, al contrario, in bella vista, a seconda delle vostre preferenze. L’importante è che sia presente … non si sa mai da dove potrebbe arrivare il prossimo malocchio! (E se qualcuno vi dice “bel bambino” o “che fortuna”, ricordati di fare le corna (nel senso di gesto scaramantico, si intende!).

– Si crede che il corno debba essere ricevuto in dono per funzionare correttamente. Quindi, se avete amici o parenti sospettosi, potrebbe essere una buona idea regalarne uno!

Oltre al corno rosso, altri amuleti popolari contro il malocchio includono la “mano di Fatima” (Hamsa), l’occhio greco (un ciondolo blu con un occhio al centro) e la “fascetta rossa” che alcuni usano legare al polso, soprattutto nei bambini, per proteggerli da sguardi malevoli.

  • Il rito del sale grosso

Il sale grosso è un altro grande protagonista nei rituali contro il malocchio. Viene utilizzato non solo per purificare gli ambienti, ma anche per proteggere le persone da influenze negative.

Come fare:

– prendete una manciata di sale grosso e gettatelo dietro le spalle, senza voltarsi indietro. Questo atto simboleggia il rifiuto delle energie negative.

– un’altra pratica consiste nel mettere un pizzico di sale grosso in un sacchettino di stoffa e portarlo con sé come amuleto di protezione (certo, probabilmente vi sentirete un po’ come uno chef itinerante, ma chi siamo noi per giudicare?).

– per una pulizia più approfondita, spargete sale grosso in vari angoli della casa, lasciatelo agire per qualche ora (o tutta la notte) e poi spazzatelo via, sempre verso l’esterno della casa.

  • Il fumigio con erbe aromatiche

Il fumigio con erbe aromatiche contro il malocchio è un rito di purificazione tradizionale che utilizza il fumo per allontanare l’energia negativa. Le erbe più usate sono rosmarino, salvia, alloro e lavanda, note per le loro proprietà protettive e purificanti.

Le erbe vengono bruciate, e il fumo viene diretto verso la persona affetta da malocchio, spesso con l’ausilio di una piuma o un ventaglio. Durante il rito, si possono recitare preghiere o formule. Il fumo assorbe e dissolve il malocchio, liberando la persona, mentre le ceneri vengono gettate lontano per evitare che l’energia negativa ritorni.

  • Il potere della fede e dell’auto-suggestione

Un aspetto interessante da considerare riguardo ai riti contro il malocchio è l’importanza della fede e dell’auto-suggestione. Molti di questi riti funzionano non solo per il loro valore simbolico o magico, ma anche perché chi li pratica crede profondamente nel loro potere. Questa convinzione può avere effetti psicologici molto reali.

L’auto-suggestione è un fenomeno potente. Se una persona crede fermamente che un rito possa aiutarla, la sua mente e il suo corpo possono reagire positivamente, alleviando stress, ansia e persino alcuni sintomi fisici. È come un effetto placebo: il semplice atto di fare qualcosa per proteggersi può innescare un processo di guarigione. 

Anche la comunità gioca anche un ruolo cruciale. In molte culture, affrontare il malocchio non è solo una questione individuale ma collettiva. I riti sono spesso eseguiti da membri della famiglia o da persone rispettate nella comunità, il che rafforza il senso di appartenenza e di protezione.

Per toglierlo a noi stessi

La tradizione vuole che sia possibile, per coloro che ne sono capaci, mettere in atto dei riti per eliminare il malocchio da sé stessi.

Tale rito deve essere effettuato la notte tra il 24 e il 25 dicembre, alla mezzanotte; il guaritore, segnandosi la fronte con le croci e con il corretto simbolo reiki (per coloro che sono anche reiker), reciterà lo stesso mantra che si utilizza per togliere il malocchio a terzi, ancora una volta in dialetto. 

Conclusione: meglio prevenire che curare

Che voi crediate o meno al malocchio, non si può negare che le storie e i riti legati a questa superstizione siano parte di un affascinante patrimonio culturale. E poi, ammettiamolo, chi di noi non si è mai sentito un po’ “malocchiato” dopo uno sguardo invidioso o un complimento troppo entusiasta? 

Anche se viviamo in un’epoca in cui la scienza spiega molti fenomeni, il malocchio e i suoi rimedi ci ricordano che la mente umana è un luogo complesso e che le credenze, per quanto irrazionali possano sembrare, possono avere un potere sorprendente. Anche la psicologia contemporanea riconosce l’importanza delle credenze popolari nel benessere individuale e collettivo. Praticare riti antichi può servire come un modo per affrontare le incertezze della vita moderna, fornendo un senso di controllo e sicurezza in un mondo che a volte può sembrare caotico.

Oggi, anche se è visto da molti come una superstizione del passato, il malocchio non è scomparso del tutto. In realtà, ha trovato nuove forme di espressione nella cultura moderna. Ad esempio, la popolarità degli amuleti contro il malocchio, come i braccialetti rossi o i ciondoli a forma di occhio, è ancora forte in molte parti del mondo, non solo per protezione ma anche come dichiarazione di stile o come portafortuna. 

Quindi, la prossima volta che vi sentite un po’ giù, che vi capita una serie di sfortune o che qualcuno vi guarda in modo strano, perché non provare uno di questi antichi rimedi? Al massimo, avrete partecipato a un pezzetto di storia culturale che ha attraversato secoli… e chissà, potreste sentirvi meglio!

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