Chefchaouen: il fascino blu del Marocco

Nella serie televisiva dei Bridgerton, le pubblicazioni della misteriosa scrittrice Lady Whistledown, l’autrice di un pettegolezzo scandaloso che tiene la società londinese sulle spine, iniziano sempre con la frase: “Mio caro lettore…”.

In modo simile, piace anche a me oggi iniziare questa chiacchierata con un “ Cari viaggiatori curiosi” …oggi vi porto in un posto che sembra uscito dalla tavolozza di un pittore che ha esagerato con il blu: Chefchaouen! 

Sì, esatto, stiamo parlando della famosissima città azzurra del Marocco, nascosta tra le montagne del Rif, dove ogni angolo sembra essere stato tuffato nel cielo o nel mare. Preparatevi a perdervi tra i vicoli blu, con qualche spruzzata di bianco, giusto per ricordarci che siamo ancora sulla Terra.

Arriviamo a Chefchaouen

Immaginate di scendere da un taxi collettivo (in Marocco il trasporto pubblico è una vera avventura!) e di trovarvi improvvisamente in un mondo tutto blu. È come entrare in una favola, o in un sogno, o, per i più tecnologici, in una di quelle foto ritoccate con un filtro di Instagram che nessuno riesce a togliere. Ma Chefchaouen è reale, ed è persino meglio delle foto!

La prima cosa che si nota è il silenzio: niente caos da metropoli, nessun clacson impazzito. Qui il tempo sembra scorrere lentamente, quasi come se i vicoli azzurri avessero il potere di farvi rilassare all’istante. E appena vi addentrate nella medina, vi rendete conto che perdersi è inevitabile (e fantastico!). I vicoli si arrampicano su e giù come in una versione marocchina di un quadro di Escher1.

Blu ovunque!

Dunque, perché tutto è blu? Ognuno può credere ad una delle numerose leggende. Alcune narrano che il colore blu tiene lontane le zanzare (se è vero, gli abitanti di Chefchaouen meritano il Nobel della pace!), altre che il colore rappresenta il cielo e il paradiso, dato che la città ha radici ebraiche. Ma in fondo, chi se ne importa del perché! Godetevi semplicemente il meraviglioso spettacolo cromatico: ogni vicolo ha una sfumatura diversa, ogni porta è una piccola opera d’arte. Ci si ritrova a scattare mille foto, convinti che “questo angolo è sicuramente quello più fotogenico”, solo per scoprire che il prossimo è ancora meglio.

Le botteghe colorate e i gatti

Mentre vagate senza meta tra i vicoli, inevitabilmente verrete attirati dalle botteghe. Chefchaouen, infatti, è famosa per i suoi prodotti artigianali: tessuti, tappeti, lampade, spezie, e, ovviamente, i famosi cestini di paglia colorata. Qui gli artigiani non vi inseguono cercando di vendervi tutto come in altre medine. Vi sorridono e vi invitano a dare un’occhiata. È rilassante, quasi terapeutico.

E poi, ci sono i veri padroni di Chefchaouen: i gatti! Sono dappertutto e, sorpresa, sembrano perfettamente integrati nel paesaggio. Li trovate accoccolati sugli scalini azzurri, con uno sguardo che sembra dire: “Sì, lo so che sono fotogenico, fai pure la tua foto e poi lasciami sonnecchiare in pace”. Personalmente non ho ancora visto un gatto dipinto di blu, ma non mi sorprenderebbe se, da qualche parte, ne esistesse uno.

Il cibo che non ti aspetti

Dopo tutto questo girovagare (e fotografare compulsivamente), la fame si farà sentire senza ombra di dubbio. E Chefchaouen non delude! Qui potete gustare piatti marocchini tradizionali, come il tajine e il cous cous, ma con quel tocco in più di montagna: formaggi locali e miele del Rif. Sì, avete letto bene, formaggi! Non sono proprio la prima cosa a cui si pensa quando immaginiamo il Marocco, ma fidatevi, sono deliziosi. E il pane appena sfornato? Non ha rivali. Se riuscite a trovare una terrazza con vista sui tetti blu della città, allora avete raggiunto il Nirvana dei viaggiatori.

La piazza: un vero salotto a cielo aperto

Qualcuno di voi, però, potrebbe però chiedersi: ma se non ho tutta la giornata a disposizione, dove mi conviene andare per ottimizzare il tempo disponibile?

Il consiglio per tutti è uno solo: puntate dritto alla piazza Uta el-Hammam e lasciate che il resto venga da sé. Fidatevi, qui il tempo scorre lento, tra chiacchiere, gatti che fanno capolino e fumi di tajine che si mescolano nell’aria.

Immaginate una piazza circondata da caffè e ristorantini, dove potete ordinare un tè alla menta e stare ore a osservare la vita che passa. Turisti che scattano foto, locali che ridono tra di loro, e i gatti (sempre loro!) che si aggirano come veri padroni del posto. In pratica, Piazza Uta el-Hammam è il salotto di Chefchaouen. Vi sedete, sorseggiate qualcosa e sentite che “qui” non c’è fretta di fare nulla. Ed è proprio questo il bello!

La kasbah: piccola, ma tosta!

Ma aspettate, non è finita qui. Sapete cosa si affaccia sulla piazza? Una piccola chicca: la kasbah.

Proprio lì, all’angolo della piazza, troverete questa piccola fortezza. Da fuori sembra solo un gruppo di mura color terracotta (che spezza un po’ tutto quel blu, per un tocco di contrasto artistico), ma una volta dentro scoprirete che la kasbah ha il suo fascino rustico. C’è un grazioso giardino dove passeggiare e, se vi arrampicate fino alla torre, vi aspetta una vista mozzafiato sulla città e sulle montagne circostanti. Praticamente, la foto perfetta per Instagram è garantita!

Dentro la kasbah c’è anche un piccolo museo etnografico, pieno di cimeli locali. Quindi, se volete fare una pausa culturale tra un tè alla menta e un giro in piazza, sapete dove andare!

E dopo aver vagato tra sogni azzurri?

Quando il sole inizia a calare e le ombre si allungano tra i vicoli blu, Chefchaouen diventa ancora più magica. La luce dorata del tramonto riflette sui muri e tutto sembra incantato. È il momento perfetto per sedersi e lasciarsi abbracciare dal calore e dalla tranquillità della città.

Chefchaouen è un posto che non vi lascia indifferente. Anche se siete viaggiatori che amano le metropoli frenetiche, qui troverete un’oasi di pace, dove l’azzurro sembra cullare i vostri pensieri. 

Insomma, miei “Cari lettori”, … non perdete l’opportunità di visitare questo luogo magico perdendovi nei suoi vicoli: vi prometto che sarà un’esperienza che vi colorerà l’anima!


1M.C. Escher, il cui nome completo è Maurits Cornelis Escher (1898-1972), è stato un famoso artista e incisore olandese noto per le sue opere di arte grafica che esplorano concetti complessi di geometria, prospettiva, e paradossi visivi. Le sue opere più iconiche sono spesso caratterizzate da illusioni ottiche, strutture impossibili, e trasformazioni graduali di forme. Escher si è ispirato alla matematica e alla simmetria, integrando questi concetti in arte visiva in modi affascinanti e intricati

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