L’arte dei Tarocchi: un viaggio tra arte e anima

Hai mai sfogliato un mazzo di tarocchi e sentito un brivido percorrere la tua schiena? Dietro ogni carta si cela un mondo di simboli, misteri e significati profondi. Da semplici strumenti divinatori a opere d’arte, i tarocchi hanno affascinato l’umanità per secoli. Preparati ad un viaggio affascinante alla scoperta di un universo ricco di storia, arte e simbolismo.

I tarocchi, spesso associati al mistero e alla divinazione, nascondono un ricco patrimonio artistico e storico. Nati nell’Europa del XV secolo, questi mazzi di carte erano inizialmente un gioco per le corti nobiliari. Ma ben presto, grazie alla loro iconografia ricca di simboli e alla maestria degli artisti che li realizzavano, i tarocchi diventarono molto più di un semplice passatempo.

Un’opera d’arte a corte

Nelle raffinate corti dell’Italia settentrionale del XV secolo, abili miniaturisti e incisori venivano chiamati a realizzare mazzi di carte di straordinaria bellezza. Questi preziosi oggetti, destinati all’élite, erano vere e proprie opere d’arte. Un esempio ci è dato dal lavoro di Jacopo da Sangramoro, che nella prima metà del Quattrocento dipinse per la duchessa Bianca Maria d’Este ben 14 carte degli Arcani maggiori, su pregiata carta di cotone. Queste opere riflettevano pienamente lo stile del Gotico Internazionale, caratterizzato da una raffinatezza delle linee e da una ricchezza di dettagli che ne fanno un riferimento per l’arte del tempo.

Il diavolo nei tarocchi di jacopo da Sangramoro

Tra i mazzi più celebri di questo periodo, vi sono senza alcun dubbio quelli denominati Visconti-Sforza. Realizzati tra il 1440 e il 1460, questi mazzi, commissionati dalle potenti famiglie milanesi, sono considerati gli antenati dei moderni tarocchi. Le loro illustrazioni, realizzate con materiali pregiati e caratterizzate da una straordinaria cura dei dettagli, sono un vero e proprio capolavoro dell’arte rinascimentale. In alcuni casi, si ritiene che le figure rappresentate siano dei veri e propri ritratti dei membri delle famiglie Visconti e Sforza, rendendo questi mazzi non solo opere d’arte, ma anche preziose testimonianze storiche.

Cavaliere di denari nei tarocchi Visconti Sforza

I tarocchi Visconti-Sforza si inseriscono perfettamente nel contesto artistico del Gotico Internazionale. L’uso del fondo oro, la ricchezza dei dettagli e la raffinatezza delle linee sono elementi tipici di questa corrente artistica, che si ritrovano sia nelle carte da gioco che nelle opere pittoriche dell’epoca. Questi mazzi, inizialmente concepiti come semplici giochi di corte, sono diventati nel tempo veri e propri oggetti di culto, ammirati per la loro bellezza e il loro fascino misterioso.

Le carte Visconti-Sforza, icone dell’arte rinascimentale, non rappresentano un unico esemplare, ma un insieme di mazzi realizzati tra il XV e il XVI secolo, ciascuno con le proprie peculiarità stilistiche e iconografiche. Questa pluralità di versioni è dovuta a diverse ragioni: la grande richiesta di questi preziosi oggetti da parte delle corti europee, la volontà degli artisti di sperimentare nuove tecniche e stili, e la dispersione dei mazzi originali nel corso dei secoli.

Il mazzo Brera-Brambilla

Tra i mazzi Visconti-Sforza, quello noto come Brera-Brambilla occupa un posto di rilievo. Acquisito all’inizio del Novecento da Giovanni Brambilla è oggi conservato presso la Pinacoteca di Brera a Milano, ed è considerato uno dei più belli e meglio conservati. 

La regina di bastoni del mazzo Brera-Brambilla

L’attribuzione della sua realizzazione a Bonifacio Bembo, rinomato pittore e decoratore milanese, è stata a lungo dibattuta dagli studiosi. Tuttavia, le numerose analogie stilistiche tra le carte e le opere note di Bembo, come la Madonna con il Bambino e due angeli per il Duomo di Cremona o il Trittico diviso tra la Pinacoteca di Cremona e il Museo di Denver, rendono questa attribuzione altamente probabile. 

Bonifacio Bembo, Madonna con il Bambino e due angeli per il Duomo di Cremona

Le carte del mazzo Brera-Brambilla sono caratterizzate da una straordinaria ricchezza cromatica e da una minuziosa cura dei dettagli. Le figure, eseguite in oro, argento e policromia, sono rappresentate con un realismo e una vivacità che le rendono quasi tangibili. Il fondo in foglia d’oro o d’argento, tipico delle miniature rinascimentali, conferisce alle carte un’aura di sacralità e di lusso.

Il Mazzo Baglioni-Colleoni

Uno dei mazzi più famosi è il Baglioni-Colleoni.

Baglioni-Colleone – La stella, la ruota della fortuna

Originariamente composto da 78 carte, questo mazzo è oggi disperso in tre diverse collezioni (Biblioteca Pierpont Morgan di New York, Accademia Carrara di Bergamo e Famiglia Colleoni). La dispersione del mazzo Baglioni-Colleoni è il risultato di una serie di vendite e donazioni avvenute nel corso dei secoli. Nonostante questa frammentazione, le carte conservate in queste tre collezioni offrono un quadro completo dello stile e dell’iconografia di questo mazzo, che si distingue per la sua eleganza e la sua raffinatezza.

Il Mazzo Visconti di Modrone-Cary

Un altro mazzo importante è quello denominato Visconti di Modrone-Cary. Questo mazzo, inizialmente di proprietà della famiglia Visconti di Modrone, è passato successivamente nelle mani del collezionista B. Cary, prima di approdare alla Yale University.

Visconti di Modrone – L’Imperatrice, la forza, l’Imperatore

Nonostante alcune carte siano andate perdute nel corso del tempo, il mazzo conservato a Yale rappresenta un documento fondamentale per lo studio dei tarocchi rinascimentali. Per la sua realizzazione fu coinvolto Michelino da Besozzo. Su commissione di Filippo Maria Visconti, intorno al 1466, realizzò il famoso mazzo Visconti di Modrone. Anche in questo caso, l’elevata qualità artistica delle carte e la loro raffinatezza stilistica ne fanno un vero e proprio capolavoro.

Tarocchi del Mantegna: un mistero inciso nella storia

I Tarocchi del Mantegna rappresentano uno dei più affascinanti e misteriosi capitoli nella storia della cartomanzia e dell’arte. Realizzati intorno alla metà del XV secolo, questi mazzi di carte hanno da sempre suscitato l’interesse di studiosi e appassionati, non solo per la loro bellezza estetica ma anche per le numerose questioni ancora aperte sulla loro origine e il loro significato. 

Per secoli, questi tarocchi sono stati attribuiti ad Andrea Mantegna, uno dei più grandi artisti del Rinascimento italiano. Il suo stile inconfondibile, caratterizzato da un rigore formale e da una profonda conoscenza dell’anatomia, sembrava rispecchiare perfettamente quello delle carte. Tuttavia, studi più recenti hanno messo in dubbio questa attribuzione, suggerendo che l’opera sia frutto della collaborazione di due artisti della scuola ferrarese, rimasti anonimi. Nonostante le incertezze sull’autore, i Tarocchi del Mantegna sono indubbiamente un capolavoro dell’incisione a bulino. Le 50 carte che compongono il mazzo sono realizzate con una tecnica raffinatissima, che permette di ottenere un’estrema definizione dei dettagli e una straordinaria ricchezza di chiaroscuro.

Dalla divinazione all’arte

Se le origini dei tarocchi sono legate al mondo dei giochi di corte, è a partire dal XVIII secolo che si assiste alla loro associazione con l’esoterismo e la divinazione. L’opera di Antoine Court de Gébelin, che vedeva nei tarocchi una trasposizione del sapere egizio, ha contribuito a diffondere questa nuova interpretazione. Tuttavia, è nel XX secolo che i tarocchi conoscono una vera e propria rinascita artistica. All’inizio del Novecento, la collaborazione tra Pamela Colman Smith e Arthur Edward Waite dà vita a uno dei mazzi di tarocchi più famosi e utilizzati al mondo.

Le loro illustrazioni, caratterizzate da uno stile Art Déco, catturano lo spirito di un’epoca segnata da grandi cambiamenti e incertezze.

Artisti come Victor Brauner

e Salvador Dalì 

vedono nei tarocchi uno strumento per esplorare l’inconscio e dare forma ai loro sogni. Le loro opere, ricche di simbolismo e suggestione, offrono una nuova chiave di lettura dei tradizionali arcani maggiori e minori.

I Tarocchi nell’Arte Contemporanea

Nel XXI secolo, i tarocchi continuano a essere una fonte di ispirazione per gli artisti contemporanei. Ad esempio, Tattfoo Tan utilizza i tarocchi per affrontare temi sociali urgenti, come il cambiamento climatico, creando mazzi che invitano alla riflessione e all’azione. 

Courtney Alexander, ha creato uno splendido mazzo inclusivo, in cui gli arcani maggiori sono rappresentati da persone di colore, contribuendo a decolonizzare l’immaginario collettivo.

Renato Guttuso, nel 1972, crea un mazzo di tarocchi unico nel suo genere, dove la tradizione si fonde con la sua inconfondibile cifra stilistica, caratterizzata da un forte impatto visivo e da un’ironia pungente. Egli rivoluziona il mondo dei tarocchi con 78 litografie che reinterpretano in chiave moderna e provocatoria l’iconografia classica, unendo satira ed erotismo.

Niki de Saint Phalle, con la sua verve, reinterpreta l’iconografia classica con le sue inconfondibili e coloratissime figure che ben presto tramuterà in monumentali sculture colorate, strappandole al mondo della cartomanzia e dando vita, in provincia di Grosseto, a un giardino tematico che offre un’esperienza immersiva unica.

In Conclusione

Il viaggio fra i tarocchi è appena iniziato. Abbiamo scoperto le loro radici storiche ed i primi artisti che li hanno creati. Ma il legame dei tarocchi con le arti è vasto e complesso, e ci sono ancora molte cose da scoprire. Sei pronto ad approfondire questo affascinante argomento? Nei prossimi articoli, esploreremo come i tarocchi hanno influenzato cinema, architettura, letteratura e moda. Preparati a scoprire un universo di simboli e significati che ti sorprenderanno.

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