Quando si parla di India, la mente viaggia subito verso l’incredibile Taj Mahal, la caotica e colorata Delhi o le spiagge di Goa. Ma c’è un altro gioiello nascosto, meno battuto dai turisti ma assolutamente imperdibile: il tempio del Sole di Konark, in Odisha, una delle meraviglie più spettacolari del subcontinente.
Immagina di essere un viaggiatore nel XIII secolo che percorre la costa orientale dell’India. Dopo giorni di cammino, ti si para davanti una visione da togliere il fiato: un colossale carro di pietra, trainato da sette cavalli, con 24 ruote perfettamente scolpite e intricate che sembrano quasi muoversi. Non si tratta di un carro qualsiasi, ma di un veicolo divino, destinato a trasportare nientemeno che Surya, il dio del Sole, attraverso il cielo.

Il Konark Sun Temple è uno dei più straordinari esempi di architettura religiosa in India e luogo sacro per il brahmanesimo; dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1984 è considerato un capolavoro dell’arte e dell’ingegneria medievale indiana.
Storia
Costruito nel 1250 dal re Narasimhadeva I della dinastia Ganga, è un tributo al potere e alla gloria del dio del Sole, ma soprattutto un’enciclopedia di pietra della vita indiana di quel tempo.
La costruzione del tempio rappresentava il culmine della devozione al dio sole e simboleggiava la potenza e la maestosità del regno di Narasimhadeva. La leggenda narra che il tempio fu completato in 12 anni grazie agli sforzi congiunti di 1.200 artigiani.
Il tempio fu progettato come un gigantesco carro trainato da sette cavalli, con dodici paia di ruote intricatamente scolpite, che rappresentano i mesi dell’anno. Questo design rifletteva il concetto del carro solare, su cui il dio Surya viaggiava attraverso i cieli. La struttura principale del tempio, conosciuta come vimana, originariamente sormontata da un massiccio shikhara (torre), purtroppo è in gran parte crollata. Tuttavia, il jagamohana (la sala delle assemblee) e altre parti del tempio rimangono ancora intatte e testimoniano la grandiosità del progetto originale.
Ogni centimetro del tempio è coperto da sculture che rappresentano scene della vita quotidiana, episodi mitologici, danze sensuali e animali feroci.
Degrado e manutenzione
Nel corso dei secoli, il Tempio del Sole ha subito un progressivo degrado dovuto a una serie di fattori naturali e antropici. Vari eventi sismici, il salmastro ambiente costiero, le infiltrazioni d’acqua e l’erosione del vento hanno contribuito al deterioramento strutturale dell’edificio e danneggiato le pietre e i dettagli scolpiti del tempio.



Uno dei momenti critici nella storia del tempio, concomitante con il periodo delle invasioni straniere, fu l’uso dei suoi materiali come cava per la costruzione di altre strutture locali. Questo saccheggio contribuì significativamente alla perdita di numerosi elementi architettonici e scultorei della costruzione.
Già nel XV secolo, il tempio era parzialmente in rovina e rimase per secoli in uno stato di abbandono e semi-oscurità fino alla sua riscoperta nel XIX secolo durante il periodo coloniale britannico. Gli esploratori e archeologi britannici, colpiti dalla magnificenza e dalla complessità del tempio, iniziarono a documentare e a studiare la struttura. Questa riscoperta portò alla rinascita dell’interesse per il sito e alla sua conservazione come patrimonio culturale.
A partire dal XX secolo, sono stati effettuati numerosi interventi per preservare e consolidare il tempio di Konark. Una delle prime misure adottate dagli inglesi fu quella di riempire il sanctus sanctorum, la parte più interna e sacra del tempio, con sabbia per prevenire ulteriori crolli.
Negli anni successivi, l’Archaeological Survey of India (ASI) ha intrapreso una serie di opere di restauro e consolidamento. Tra queste, l’installazione di supporti strutturali, la pulizia delle sculture e la riparazione delle superfici danneggiate. Questi sforzi hanno mirato non solo a preservare l’integrità del tempio, ma anche a restituirgli il suo antico splendore.
Simbolismo
L’orientamento e il design del tempio non sono casuali. Ogni elemento è stato accuratamente progettato per allinearsi con le credenze cosmologiche e spirituali indiane. Il Tempio del Sole, infatti, è una rappresentazione simbolica non solo del viaggio quotidiano del sole nel cielo, ma anche dei cicli cosmici del tempo, dell’esistenza e della rinascita. Ognuna delle dodici coppie di ruote che adornano la struttura e che simboleggiano i dodici mesi dell’anno e le otto fasi del giorno, è dettagliata con intricate incisioni che rappresentano le ore del giorno. I sette cavalli che tirano il carro di Surya rappresentano i sette giorni della settimana, con Surya che guida il tempo stesso attraverso il cosmo.



Tutto il tempio è decorato con raffigurazioni di vita quotidiana. Molte di queste, come accennato, sono raffigurazioni erotiche: ciò non è casuale, ma ha radici profonde nella filosofia e nella cultura dell’antica India. Il Kāma Sūtra, un antico testo sanscrito attribuito a Vatsyayana, non è semplicemente un manuale di erotismo, ma un trattato che esplora l’arte di vivere, l’amore e la sensualità come parte integrante della vita umana. Nell’antica India, la sessualità era vista come un aspetto naturale e sacro dell’esistenza, in armonia con gli altri tre obiettivi della vita (dharma, artha e moksha).


I bassorilievi erotici di Konark servono proprio a illustrare questa visione integrata della vita. Essi riflettono la celebrazione della gioia, della bellezza e della creatività umana, elementi considerati essenziali per raggiungere una vita piena e armoniosa. Le rappresentazioni erotiche simboleggiano anche la fertilità, la prosperità e l’energia vitale, tutte qualità associate al dio del sole, Surya.
I quattro lati
Ogni lato del tempio rappresenta una fase del giorno, in cui il dio del sole attraversa il cielo:
1. Lato Est: Il Mattino
Il lato orientale è l’ingresso principale e rappresenta l’inizio del giorno, il sorgere del sole. Questo ingresso è consacrato a “Prabhat Surya” (Surya al mattino). Le statue qui raffigurano Surya seduto sul suo carro all’alba, su una piattaforma che simboleggia il risveglio della vita con la luce del mattino. Il lato est simboleggia la nascita, la rinascita e la speranza, poiché il sole che sorge porta luce e vita al mondo. Il dio del sole è accompagnato da figure di assistenti divini, noti come Usha e Pratyusha, le personificazioni dell’alba e del crepuscolo. Usha rappresenta la luce che precede il sorgere del sole, mentre Pratyusha è l’ultimo raggio del tramonto. Altre figure includono musici celestiali, danzatori e animali sacri come i leoni e gli elefanti, simboli di forza e protezione. Le figure umane raffigurano scene di vita quotidiana, inclusi momenti di celebrazione e attività agricole, a simboleggiare l’importanza della luce del sole per il benessere umano.
2. Lato Sud: Il Mezzogiorno
Il lato sud è dedicato a Madhyanha Surya, il dio del sole a mezzogiorno. Qui, Surya è raffigurato in tutto il suo splendore, seduto o in piedi, ornato con gioielli e sormontato da una corona di raggi solari, rappresentando il potere e la forza del sole nel pieno della giornata. Le sculture di questo lato sono piene di energia e dinamismo, con figure che indicano vigore e attività: queste includono numerosi guardiani celestiali (divinità guardianiche), chiamati dikpala, posti a protezione del tempio e dei vari punti cardinali. Simboleggia la maturità e il pieno sviluppo della vita e delle sue potenzialità, il momento in cui il sole è al massimo del suo potere.





3. Lato Ovest: Il Tramonto
L’ingresso occidentale è dedicato ad Asta Surya, il sole al tramonto. Surya qui è raffigurato mentre guida il suo carro in discesa, come se si preparasse a lasciare il mondo visibile per entrare nel regno notturno; appare quindi come una divinità più calma e serena che si ritira nel crepuscolo, in contrasto con le raffigurazioni più attive degli altri ingressi. Le sculture che lo accompagnano includono yaksha e gandharva, creature celesti legate alla musica e alla danza, che rendono omaggio al dio in modo pacifico e riflettono il declino e la riflessione che accompagna il tramonto. Simbolizza il riposo, la fine della giornata e l’avvicinamento alla fine della vita legata all’età avanzata e alla saggezza, un tempo di riflessione e di serenità.
4. Lato Nord: La Notte
Sebbene meno evidenziato e prominente rispetto agli altri lati, il lato settentrionale rappresenta simbolicamente la discesa di Surya nel mondo sotterraneo, il passaggio dal giorno alla notte. Questo ingresso simboleggia il ciclo eterno della vita e della morte, la necessaria transizione verso l’oscurità prima del nuovo sorgere del sole. Qui si trovano raffigurazioni di divinità legate alla morte e alla rinascita, come Yama, il dio della morte, che simboleggia il termine del giorno e la preparazione per la rinascita con il nuovo sorgere del sole, evocando la continuità del ciclo cosmico.
Le decorazioni includono rappresentazioni di creature mitologiche, demoni e guardiani infernali, figure dai toni più cupi e riflessivi, simboli delle forze del caos che prevalgono nelle ore notturne.
Le dodici coppie di ruote






Le maestose ruote del carro del Tempio del Sole di Konark, in India, sono uno degli elementi più iconici di questo capolavoro architettonico del XIII secolo: sono dodici coppie e simboleggiano i mesi dell’anno e il ciclo del Sole nel corso delle stagioni. Ogni ruota è finemente scolpita con dettagli raffiguranti divinità, scene mitologiche e aspetti della vita quotidiana. Oltre al loro significato simbolico, le ruote hanno anche una funzione astronomica: grazie alla posizione dei loro raggi, possono essere utilizzate come meridiane per calcolare l’ora del giorno con notevole precisione. Quando il sole si riflette su queste ruote, ti rendi conto che gli antichi costruttori del tempio non solo adoravano il sole, ma lo studiavano con un’accuratezza che oggi fa impallidire qualsiasi orologio digitale.
Questo connubio tra arte, scienza e spiritualità rende il Tempio di Konark un’eccezionale testimonianza dell’ingegneria e della visione cosmologica dell’antica India.
Conclusione
Per consentire la visita del Tempio del Sole ai turisti, assolutamente gratuito, sono stati effettuati ulteriori interventi di miglioramento delle infrastrutture. Sono stati costruiti percorsi pedonali, rampe e piattaforme di osservazione per facilitare l’accesso e la fruizione del sito. Inoltre, l’installazione di pannelli informativi e di illuminazione ha migliorato l’esperienza dei visitatori, rendendo il sito più comprensibile e accessibile.




Visitare il Tempio del Sole di Konark è un’esperienza che ti farà rimpiangere di non essere nato in un’epoca in cui l’arte era più che semplice estetica, un’epoca in cui il divino e il quotidiano si intrecciavano in ogni pietra scolpita: diciamocelo, chi non vorrebbe vivere in un tempo in cui le persone costruivano templi che sembrano veicoli spaziali divini? Se non fosse per le leggi della fisica, saresti quasi convinto che questo carro di pietra potrebbe staccarsi dal suolo e partire per un viaggio celestiale!

Quindi, se stai pianificando un viaggio in India e pensi di saltare Konark, ripensaci. Questo non è un posto che puoi semplicemente “visitare”: è un’esperienza che ti rimarrà addosso, come il calore del sole che accarezza la tua pelle. Non commettere l’errore di saltarlo: Konark è uno di quei posti che, una volta visti, ti faranno chiedere come hai potuto anche solo pensare di non andarci.








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