Varanasi: incanti eterni e splendori sacri nelle cerimonie della tradizione

Varanasi, conosciuta anche come Benares o Kashi, è una delle città più antiche del mondo: una città che esiste fuori dal tempo e che rappresenta un epicentro di spiritualità e cultura nell’induismo. Situata sulle sacre rive del Gange nell’Uttar Pradesh (India settentrionale), è uno dei luoghi di pellegrinaggio più antichi e venerati al mondo, un crocevia dove il materiale e lo spirituale si fondono in un’armonia trascendente. Visitare Varanasi non è solo un viaggio geografico; è un pellegrinaggio dell’anima, un’immersione nella profondità della spiritualità indiana. 

Le origini: il mito

Al centro del mito della fondazione di Varanasi c’è la figura di Lord Shiva, una delle principali divinità dell’induismo, considerato il protettore e il creatore dell’universo. Secondo la tradizione, Varanasi è il luogo dove Shiva e sua moglie Parvati si stabilirono dopo il loro matrimonio.

La leggenda narra che, al momento della creazione della città, Shiva lanciò un tridente che creò un luogo di ineguagliabile bellezza e spiritualità, scelto poi come sua dimora terrestre. Questo atto di fondazione non solo conferì a Varanasi un profondo significato religioso ma la rese anche un punto di incontro tra il divino e l’umano, un luogo dove il cielo e la terra si fondono.

Significato Spirituale

Anche in ragione del mito della sua fondazione, Varanasi è considerata una città sacra nell’induismo, un luogo che offre la liberazione finale (Moksha) dalle catene del ciclo di nascita e rinascita (Samsara). La presenza di Shiva è palpabile in ogni angolo della città, dalle antiche ghats (scalinate) che portano alle rive del Gange, ai templi secolari che punteggiano il paesaggio urbano.

Il Gange stesso, considerato il fiume più sacro dell’India, è visto come un dono di Shiva all’umanità; un fiume le cui acque hanno il potere di purificare i peccati e facilitare il passaggio dell’anima verso la liberazione; qui, l’alba accoglie i fedeli che si immergono nelle acque per la purificazione, praticando rituali che si crede lavino via i peccati e liberino dal ciclo di rinascita; qui il tramonto vede svolgersi l’arati, cerimonie del fuoco piene di canti, preghiere e movimenti rituali che onorano il fiume, fonte di vita e purificazione.

Varanasi Oggi

Nonostante i millenni trascorsi dalla sua mitica fondazione, milioni di pellegrini visitano la città ogni anno per immergersi nelle sue acque sacre, partecipare ai rituali religiosi e cercare benedizioni divine. Anche migliaia di turisti giungono in questo magico luogo per curiosità o per riscoprire loro stessi, ma attenzione: prepararsi a visitare Varanasi significa aprirsi a un’esperienza che può essere allo stesso tempo straniante e profondamente toccante.

È importante approcciarsi con una mente aperta, pronti a essere testimoni di pratiche religiose e culturali che possono essere radicalmente diverse da quelle occidentali. Portare con sé rispetto e modestia è fondamentale, così come un forte senso di umiltà di fronte alla vastità e alla profondità della fede che si incontra: c’è qualcosa nell’aria, un senso di pace e di profonda religiosità, che può riempire il cuore, invitarci a riflettere sulla vita, sulla morte, e sul significato più profondo della nostra esistenza.

Le cerimonie religiose lungo il Gange: la Cerimonia del Fuoco

Le cerimonie religiose lungo le rive del Gange rappresentano una tradizione che affonda le sue radici in millenni di storia. Una delle più affascinanti e visivamente spettacolari tra queste è senza dubbio la “Cerimonia del Fuoco” o “Ganga Aarti”, che si svolge ogni sera in varie città lungo il fiume, ma che trova una delle sue espressioni più maestose e rinomate a Varanasi, sulla ghats di Dashashwamedh. 

Il Ganga Aarti a Varanasi è un rituale che celebra e ringrazia il fiume Gange, venerato come una dea madre che nutre e purifica l’anima. Al calare del sole, i ghats si animano di fedeli, turisti, sacerdoti e asceti che si raccolgono per assistere e partecipare a questo antico rito. La cerimonia inizia con i sacerdoti che, ciascuno su un podio e indossano abiti tradizionali, svolgono una serie di rituali sincronizzati. Con incenso, campane, canti e preghiere, l’atmosfera si carica di una spiritualità intensa. I sacerdoti agitano grandi lampade di fuoco in direzione del fiume, offrendo così le loro preghiere alla divinità.

La luce delle lampade, i suoni sacri, i profumi e il riverbero delle campane creano un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, elevando lo spirito e unendo i partecipanti in un momento di devozione collettiva. Insomma, il Ganga Aarti è più di una semplice cerimonia; è un’espressione di devozione, un rito che collega il presente con l’antichità, e un momento di riflessione sulla ciclicità della vita e sulla sacralità della natura. Per i fedeli, partecipare o anche solo assistere all’Aarti è un modo per ottenere purificazione spirituale, pace interiore e benedizioni divine. Per i turisti e i visitatori, assistere alla Cerimonia del Fuoco lungo il Gange offre un’opportunità unica per immergersi nella cultura e spiritualità indiana. È un momento in cui si può avvertire la profondità della fede hindu e l’importanza del Gange nella vita di milioni di persone. I visitatori sono invitati a partecipare con rispetto e apertura, vivendo così un’esperienza che rimarrà impressa nella memoria per sempre.

Le cremazioni

La cremazione lungo i ghats di Varanasi, una pratica antica e sacra, è un altro degli aspetti più affascinanti e profondamente spirituali dell’India. Questo rito è radicato in millenni di tradizione e fede, offrendo un ultimo addio ai defunti in un modo che cerca di garantire loro la pace eterna e la liberazione dal ciclo delle rinascite.

Le cerimonie di cremazione si svolgono prevalentemente a Manikarnika Ghat e Harishchandra Ghat, tra i più antichi e sacri ghats di Varanasi. Manikarnika Ghat, in particolare, è considerato il luogo più auspicabile per queste cerimonie, poiché si crede che la dea Parvati e Lord Shiva risiedano qui, fornendo la liberazione immediata (Moksha) all’anima del defunto.

La cerimonia di cremazione è generalmente un affare familiare, aperto ai parenti maschi del defunto. Le donne spesso non partecipano per evitare il rischio di mostrare un dolore eccessivo, che si crede possa impedire all’anima di lasciare il mondo in pace. Tuttavia, questa pratica varia tra le diverse famiglie e comunità.

La cerimonia inizia con il rituale del “Pancha Karma”, che include la purificazione del corpo. Il corpo viene avvolto in un lenzuolo semplice, di solito bianco per gli adulti e colorato o brillante per i bambini e le donne non sposate. Successivamente, viene portato al Ghat su una barella di bambù, accompagnato da canti e preghiere. Prima della cremazione, il corpo viene immerso nel Gange per un ultimo rito di purificazione. Poi, viene posto su una pira di legna, con il capo rivolto verso il nord, simbolizzando un ritorno al creatore. Il parente maschio più anziano, di solito il figlio maggiore del defunto, è incaricato di dare fuoco alla pira. La cremazione è un processo che dura diverse ore, durante il quale la famiglia attende che il fuoco consumi il corpo. Credenze specifiche dettano la conclusione della cerimonia, come il rilascio del cranio o il “kapala kriya”, che segna la liberazione dell’anima.

Le cremazioni si svolgono 24 ore su 24, riflettendo la credenza che la morte non attenda. Non esistono protocolli formali rigidi per i turisti che desiderano assistere, ma si raccomanda vivamente di approcciarsi con il massimo rispetto. È importante mantenere una distanza decorosa, evitare di scattare fotografie senza permesso e vestirsi in modo appropriato: guide locali sono spesso presenti per fornire spiegazioni sul processo e sulle tradizioni osservate. Tuttavia, è fondamentale ricordare che questi sono veri e propri funerali, e come tali dovrebbero essere trattati con la massima serietà e rispetto. Assistere a una cremazione a Varanasi può essere un’esperienza potente e trasformativa, offrendo una prospettiva unica sulla cultura e sulle credenze spirituali dell’India. 

Varanasi incarna la quintessenza dell’induismo, unendo mito e realtà in un tessuto urbano vivace e spirituale. La leggenda della sua fondazione da parte di Shiva non è solo un racconto di origine divina, ma anche una testimonianza della profonda connessione che la città mantiene con il cosmico e l’eterno. Nel suo continuo rinnovarsi, Varanasi rimane un simbolo duraturo dell’India eterna, un ponte tra il passato mitico e il presente vibrante.

2 risposte a “Varanasi: incanti eterni e splendori sacri nelle cerimonie della tradizione”

  1. Avatar Mario Rossi
    Mario Rossi

    che meraviglia 🤩

    "Mi piace"

  2. Avatar Tiziana
    Tiziana

    bellissimo articolo ed un fantastico viaggio fatto assieme partire già domani

    Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a Mario Rossi Cancella risposta

Benvenuto,

in questo spazio virtuale dedicato al benessere e alla conoscenza profonda di sé stessi: uno spazio olistico, un luogo dove l’anima e la mente si incontrano per esplorare, guarire e crescere insieme! Un angolo di internet rivolto non solo al corpo ma anche alla mente. Questo spazio è aperto anche ad amici e a tutti coloro che volessero esprimere il proprio parere su temi che in qualche modo hanno a che fare con il benessere, la meditazione, la scoperta di noi stessi.

Rimaniamo in contatto