Delhi, la vibrante capitale dell’India nota anche quale sua porta di accesso settentrionale, è un caleidoscopio di contrasti e contraddizioni.
Quando si arriva in città, il primo impatto è devastante e ciò che colpisce è il caos del traffico: un incessante turbinio di auto, risciò, motociclette e pedoni che si muovono in tutte le direzioni ssenza alcun apparente rispetto di precedenze e regole della strada. Il frastuono dei clacson è costante, creando una sinfonia urbana che sembra non fermarsi mai e che dopo un po’ impone di cercare un luogo ove trovare riparo e silenzio.
Un luogo ideale allo scopo e’ il “Giardino delle Spose”: un’oasi di pace che con i suoi sentieri ombreggiati e le eleganti strutture, è un luogo perfetto per riflettere e rilassarsi. Questo giardino, noto anche come Shanti Vana, era un tempo un luogo dove le spose reali si ritiravano per trovare pace e tranquillità, lontane dalla frenetica vita di palazzo.










Anche la “Tomba di Humayun”, con i suoi giardini ben curati rappresenta un luogo ideale per rilassarsi e trovare concentrazione. La struttura è un magnifico esempio di architettura Mughal, costruita nel 1570 per ospitare le spoglie dell’imperatore Humayun. Questo imponente mausoleo, realizzato in arenaria rossa e marmo bianco, è circondato da splendidi giardini noti come charbagh. La sua struttura maestosa e simmetrica ha ispirato la costruzione del Taj Mahal, rendendola un luogo di grande importanza storica e culturale.





Per coloro che hanno avuto la fortuna di visitare questi giardini, si ritroveranno immersi nel caos non appena li lasceranno. A rendere ancora più surreale il panorama cittadino, un incredibile intreccio di cavi elettrici sovrasta molte strade, creando una sorta di ragnatela che avvolge i quartieri più antichi e affollati.




Ciò che stupisce è vedere operai al lavoro che nel tentativo di riparare un guasto o per l’allaccio di una nuova utenza sanno perfettamente dove mettere mani in quello che sembra un rompicapo privo di soluzione.

In mezzo a questo caos, si ergono monumenti di straordinaria bellezza e importanza storica. Il “Forte Rosso”, con le sue imponenti mura di arenaria rossa, è un simbolo della maestosità dell’epoca Mughal.

Al suo interno i visitatori hanno la possibilità di ammirare ampie corti e intricati palazzi, simboli della grandiosità imperiale. Per chi ha la possibilità di visitare altre città di questo fantastico continente, come Amber o Agra ad esempio, e non ha molto tempo da dedicare a Delhi, suggerisco di limitarsi a scattare qualche foto dall’esterno senza spendere una mezza giornata per una visita accurata del forte: ne troverà di più interessanti.


Un luogo imperdibile, invece, e’ la “Jama Masjid”: situata nel cuore di Old Delhi, è la più grande moschea dell’India.

Costruita dall’imperatore Mughal Shah Jahan tra il 1644 e il 1656, è un capolavoro di architettura indo-islamica. La moschea può ospitare oltre 25.000 fedeli nel suo vasto cortile e presenta tre maestose cupole in marmo bianco, affiancate da due alti minareti in arenaria rossa. Oltre alla sua imponenza architettonica, la Jama Masjid è un luogo di profonda spiritualità e un simbolo del patrimonio culturale di Delhi.








Delhi può quindi essere davvero considerata una delle porte dell’India: con il suo mix di rumore e quiete, caos e ordine, offre un’esperienza unica che cattura l’essenza stessa di questo fantastico paese. È una città che, nonostante le sue apparenti contraddizioni, riesce a incantare e affascinare chiunque la visiti.














Lascia un commento